Il grido d’allarme degli agricoltori: “Troppi furti, caro prezzi e futuro incerto”. Ma c’è chi non vuole arrendersi

Il grido d’allarme degli agricoltori: “Troppi furti, caro prezzi e futuro incerto”. Ma c’è chi non vuole arrendersi

Si parla di crisi del mondo agricolo in provincia di Foggia legato alla mancanza d’acqua per lo colture, ma sembrano passare in secondo piano gli aumenti del costo di gestione del sitema zootecnico che rischia di saltare e, soprattutto, la sicurezza delle aziende agricole sottoposte a furti e atti intimidatori.

A lanciare l’appello sono degli imprenditori agricolo del settore che, a causa di un aumento spropositato, anche fino al 70%, del prezzo dei mangimi, prima per il Covid e poi per la guerra in Ucraina, si sono trovati un peso economico schiacciante che avrebbe tolto il sonno a qualunque agricoltore. Questi imprenditori agricoli non hanno mollato per orgoglio, per passione, per dare un messaggio a tutto il mondo agricolo, un esempio di coraggio, di voglia di rivincita nonostante i continui furti subiti e le grandi difficoltà affrontate, con la concorrenza estera e i costi di produzione molto elevati.“Abbiamo deciso di andare avanti, di non abbassare lo sguardo, di reagire ad un sistema sempre più stringente per noi agricoltori.

Invitiamo il mondo politico regionale a prendere un impegno serio anche per chi opera nel settore zootecnico. Abbiamo bisogno di interventi che tutelino il mercato e, soprattutto, chi lo mantiene ancora in piedi. Non siamo più gli agricoltori di un tempo, abbiamo fatto passi in avanti facendo investimenti, portando la tecnologia nella gestione del mondo agricolo. Ma poi dobbiamo fare i conti con macigni economici derivanti da aumenti anche ingiustificati dei costi di gestione. Oltre al problema acqua, dobbiamo affrontare anche le problematiche derivanti dai continui furti nelle nostre aziende e gli attentati che subiamo. Abbiamo sentito altri colleghi che sono pronti a chiudere l’azienda, alcuni lo hanno già fatto. Diciamo di non arrendersi, di avere fiducia e coraggio. Non facciamoci portare via le nostre aziende, che sono il frutto del nostro sudore e quello dei nostri genitori. Ma abbiamo bisogno che le istituzioni ci tutelino, che intervengano per salvaguardare le imprese locali”.

Intanto, giornata importante per il mondo agricolo locale, almeno si spera.

Chiarire alcuni aspetti del progetto, soprattutto quelli legati alle risorse economiche da impiegare e ai tempi di realizzazione. Il sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra ha incontrato prima i giornalisti e poi nelle ore successive le rappresentanze delle organizzazioni agricole per fare il punto della situazione sulla questione condotta del Liscione, che collegherà l’invaso molisano a quello pugliese di Occhito favorendo l’afflusso di acqua in eccedenza. Non è una soluzione al problema della crisi idrica per la Capitanata, ma sicuramente una possibilità in più per reperire acqua anche per il mondo agricolo.

“Il progetto sara’ realizzato e anche in tempi brevi, le risorse ci sono, investiremo 130 milioni di euro sperando che anche la Regione fara’ la sua parte”. Il sottosegretario, accompagnato dalla senatrice Fallucchi, conferma l’impegno del Governo per creare il cosiddetto “tubone”. Ma i problemi dell’agricoltura sono tanti tra cui l’aumento dei costi di gestione degli allevamenti e la sicurezza nelle campagne. “Il Governo sta lavorando molto su questo fronte. Gli agricoltori non sono soli. Stiamo mettendo in atto tutte le risorse possibili per aiutarli a superare queste difficoltà. Siamo sempre pronti a nuove azioni concrete”.

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