Mar. Nov 29th, 2022

Subito dopo le festività di Natale ci saranno le elezioni del consiglio provinciale di Foggia (possibile rinvio ai primi di febbraio), ente di secondo livello. Come più volte ricordato, i componenti del consiglio provinciale saranno eletti dai consiglieri comunali in carica nei comuni del territorio. Ogni voto non avrà un valore pari ad uno, ma corrisponderà ad un numero di punti che variano in base all’appartenenza ad un piccolo comune, medio o grande. Quindi, il voto del consiglieri di Carlantino avrà un valore molto più basso rispetto a quello di Cerignola o Manfredonia. Grande assente sarà Foggia. Il voto di un consigliere comunale di Foggia avrebbe potuto sbilanciare il risultato complessivo di una lista. E, parlando appunto di liste, cosa potrà accadere al consiglio provinciale considerando che mancheranno i voti di Foggia che fino allo scorso mese di giugno deteneva la maggioranza (di centro-destra) facendo pesare il valore dei consiglieri di un grande centro? L’attuale presidente della Provincia, Nicola Gatta, rischia di trovarsi tra un paio di mesi con una maggioranza diversa, considerando che il centro-sinistra può vantare un elevato numero di consiglieri nei piccoli e medi centri di Capitanata, con un peso considerevole nell’area garganica del PD. Gatta, quindi, avrà la necessità di trovarsi una nuova maggioranza (trasversale?) altrimenti potrebbe non essere riconfermato alla guida di Palazzo Dogana. In effetti, l’attuale presidente ha sempre espresso apprezzamenti verso l’operato della Regione e di Raffaele Piemontese per aver dato merito a progetti finanziati per la Provincia o per il suo comune (Candela). Ma non sarà facile trovare consensi sufficienti, considerando che le elezioni di autunno hanno rimesso in gioco comuni importanti come Cerignola e Manfredonia dove potrebbero emergere candidature forti per la presidenza, così come potrebbe arrivare la disponibilità del sindaco di Lucera o di Vieste. Attualmente, il centro-destra non sembra avere numeri importanti, ad eccezione dei riferimenti di un altro Gatta (Giandiego) con Forza Italia, per cui Lega e Fratelli d’Italia rischiano di non poter presentare singolarmente una lista con 12 candidati. E l’area dei moderati? Forse la chiave di volta potrebbe essere rappresentata da quella zona franca “civica” diventata molto ampia con il ritrovo dei centristi e di tanti rimasti senza una “casa politica”. Potrebbe essere un anticipo di esperimenti politici più importanti con forze come Calenda, Toti ed altri pronti ad confrontarsi per dare un nuovo punto di riferimento a chi non si ritrova nella politica più estremista o populista.

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