Udienza preliminare per i 44 soggetti coinvolti nell’operazione “Decima Azione Bis”. Si tornerà in aula il 4 ottobre. Il Comune di Foggia non risulta costituito parte civile.

E’ il punto di partenza per cercare di arginare il dilagare della quarta mafia, incastrando una parte dei presunti appartenenti a gruppi criminali che negli ultimi tempi avrebbero condizionato la quotidianità soprattutto delle attività commerciali. Questa mattina prima udienza nell’aula bunker del tribunale di Bitonto per l’udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio di 44 soggetti coinvolti nell’inchiesta denominata “Decima Azione Bis” portata a termine a novembre dello scorso anno, facendo scattare le manette a presunti affiliati ai clan mafiosi foggiani. Un’udienza breve che però ha segnato l’acquisizione della costituzione di parte civile della Regione Puglia, di Confindustria Puglia e Foggia e dell’associazione Libera che si aggiunge a quella di Fai Antiracket Foggia e della Fondazione antiusura Buon Samaritano. Si tornerà in aula il prossimo 4 ottobre. Manca, però, il Comune di Foggia. Una svista dei commissari straordinari. Ma ripercorriamo le tappe che hanno permesso agli inquirenti di chiudere la fase investigativa nei mesi scorsi.

Le forze dell’ordine sono riuscite a chiudere il cerchio attorno ad un sistema di estorsioni dei clan Moretti Pellegrino-Lanza e di Sinesi, Francavilla e Trisciuoglio Tolonese. Tra le attività che le organizzazioni criminali avrebbero messo in atto quella delle segnalazioni delle persone decedute agli uomini del racket delle pompe funebri. Tra gli arrestati  Federico Trisciuoglio e Antonio Vincenzo Pellegrino, quest’ultimo conosciuto come Capantica. Nella vicenda fu coinvolto anche un dipende dell’ufficio anagrafe del Comune di Foggia che avrebbe passato le informazioni agli esponenti delle organizzazioni criminali.

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