Il Centro Antiviolenza chiude i battenti il 30 settembre. Servizio non prorogato ed arretrati non pagati dal Comune di Foggia. Partite le lettere di licenziamento.

Una situazione  che si trascina da mesi, anzi parliamo degli ultimi due anni, in cui il Comune di Foggia non paga. A questo aggiungiamo un recente indirizzo promosso dalla gestione commissariale che cambia i parametri di utilizzo del personale anche se la legge regionale non lo prescrive, imponendo l’obbligatorietà per chi gestisce la struttura di avere all’interno persone con almeno 5 anni di esperienza per offrire il servizio di assistenza alle donne. È la storia, questa volta non a lieto fine, del Centro Antiviolenza di Foggia Carmela Morlino che tra poco più di una settimana chiudere i battenti  i motivi ce li spiega l’avvocatessa del centro Daniela Gentile.
“Il 30 settembre il Cav chiuderà non essendoci al momento una proroga del servizio, lasciando in balia delle onde tante donne che si sono rivolte alla nostra struttura per problemi anche molto seri. E qualora dovesse continuare il servizio queste vittime di violenza perderebbero i loro riferimenti avendo il personale 4 anni di esperienza e non 5 come sarebbe indicato dal nuovo bando“.

Quindi, oltre ad una gestione poco attenta delle Politiche Sociali degli ultimi tempi, si aggiungono anche i primi effetti del commissariamento che hanno spinto la cooperativa che gestisce il servizio ad inviare la lettera di licenziamento dopo aver pagato gli stipendi fino ad alcuni mesi fa anche senza ricevere alcun pagamento da parte del Comune di Foggia.
“Molte donne vittime di violenze già hanno difficoltà ad aprirsi anche dopo un lungo periodo di tempo di vicinanza con le nostre assistenti, ora rischiano di veder cambiare tutto nonostante la legge indichi la necessità di una continuità dei riferimenti” sottolinea la coordinatrice del Cav Silvia Maraschini.

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