Il consiglio comunale di Foggia sciolto per mafia.

La notizia è trapelata verso le 18.30 e ad anticiparla sui social è stato l’europarlamentare foggiano Mario Furore (nella foto in basso il suo annuncio su Facebook) che, raggiunto telefonicamente, ha riferito che era stata data lettura dello scioglimento del consiglio comunale di Foggia per mafia dallo stesso Ministro dell’Interno durante l’ultimo Consiglio die Ministri di questo pomeriggio. Quindi, non ci saranno elezioni il 3 e 4 ottobre per Foggia, così come era stato inserito nell’ultima nota ufficializzata 48 ore fa. Foggia, quindi, si ferma. Si ferma a riflettere che qualcosa non andava per il verso giusto, che evidentemente c’erano situazioni troppo alla luce del sole che non potevano rimanere estranee alle indagini fatte dalla commissione di accesso agli atti. Cosa avranno trovato per imputare lo scioglimento per mafia? Bisognerà leggere ovviamente la relazione, lo sapremo in queste ore. In molti si staranno domandando cosa accadrà adesso? Saranno nominati i commissari prefettizi che gestiranno Palazzo di Città per almeno i prossimi 18 mesi e non più di 24. Avranno l’obbligo di portare avanti la macchina comunale e, magari, compiere delle altre verifiche nei meccanismi soprattutto di trasparenza.

Con il passare dei minuti cominciano ad emergere sui social i primi commenti sulla decisione del Governo di dare questa impronta sulla città di Foggia. Giuseppe Mainiero, oppositore del sindaco Landella ha commentato così la decisione:”L eggeremo con attenzione la relazione della Commissione di accesso agli atti, ma una cosa è certa, sarà difficilissimo risalire la china con una guida burocratica e vedremo da domani cosa bonificheranno. Ad oggi il Commissario non ha rimosso o spostato ad altro incarico nemmeno gli uscieri.  Foggia aveva problemi di collusione e corruzione che si è lasciata dilagare, e rompere ogni argine. Quegli argini andranno ricostruiti con  rinascita civile che dovrà sollevare la nostra amata Foggia dalla morte civile decretata oggi dal Governo.

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